
Siamo emozionati di condividere con voi questa intervista esclusiva a Doomboy, vincitore a pari merito con Michela De Paola dell’edizione 2024 del Festival della Canzone Artificiale!
Ricordate la sua “Rigidismi, la storia di Romano Saluto“? Un brano che ha conquistato pubblico e giuria con la sua originalità e la sua energia.
Oggi, Doomboy ci racconta il suo percorso artistico, la nascita del suo brano vincitore e le sue riflessioni sull’uso dell’intelligenza artificiale nella musica.
Preparatevi a scoprire qualcosa di più su questo talentuoso artista e sulla sua visione del futuro della musica!
L’Intervista
Ciao Doomboy,
innanzitutto grazie per aver accettato di dedicarci un po’ del tuo tempo per questa intervista.
Siamo davvero felici di poter scambiare quattro chiacchiere con te, vincitore – a pari merito con Michela De Paola – della scorsa edizione del Festival della Canzone Artificiale.
Ecco alcune domande che ci piacerebbe porti:
In che modo la vittoria al Festival della Canzone Artificiale 2024 ha influenzato il tuo percorso artistico e la tua vita in generale?
Ciao Simone, intanto grazie per avermi intervistato così a caldo poco dopo l’uscita del singolo.
Devo dirti che la mia vita è cambiata dopo questo successo improvviso e inaspettato, ho quindi provato a entrare nel tunnel dell’eroina come i miei miti adolescenziali, ma ho paura degli aghi e quindi ho optato per la birra, ci vorrà più tempo, ma conto di venire a mancare in circostanze misteriose poco dopo il compimento del mio ventisettesimo anno di età.
Il tuo brano, “Rigidismi, la storia di Romano Saluto”, è stato definito da molti, giuria compresa, come il più originale del Festival. Ci racconti come è nata l’idea?
L’idea è nata mentre sul WC leggevo la bozza di un saggio del Ministro Antonio Giuli che sarebbe stato dato alle stampe di lì a pochi mesi: mi ha stupito come si possa essere allo stesso tempo grandi pensatori, servi della patria e fascisti e così ho pensato a questo omaggio ante litteram. Però per renderlo fruibile dalle masse, ho pensato ad un personaggio che rappresentasse un uomo che non si perde d’animo malgrado il proprio deficit, in lotta per l’amore della vita e ci ho messo un pizzichino di gossip ed anche due gocce di ideologia woke, così sarebbe piaciuto anche ai generali in crisi di identità sessuale.
“Rigidismi, la storia di Romano Saluto” era un progetto che avevi già in cantiere o è nato appositamente per il Festival?
In parte si.
Senza lo sprone della partecipazione al festival, forse il brano nella sua versione definitiva non sarebbe mai nato, piuttosto lo avrei declinato in versi, in pieno stile Vogon.
Come valuti l’evoluzione del Festival, che si sta strutturando e migliorando edizione dopo edizione?
Sono contento di aver partecipato alla prima edizione e di non partecipare alla seconda, perché il secondo album è sempre il più difficile nella carriera di un artista e quindi sto pensando di non farlo e di saltare direttamente al terzo. Sono sicuro che grazie alla nuova struttura del regolamento, la seconda stagione del festival sarà ancora più ricca, variegata, priva di truppe cammellate che corrano al voto senza aver ascoltato nessun brano. Ma la cosa più importante è che non partecipando, potrò giocare le quote SNAI sulla vittoria.
Per concludere, qual è la tua opinione su questa “rivoluzione” dell’intelligenza artificiale nel mondo della creatività?
La IA ci ruberà il lavoro, confido però che il Ministro Salvini saprà coniare uno slogan per l’occasione, qualcosa come “prima le IA italiane” e questo risolverà ogni problema, facendoci piombare nel medioevo tecnologico.
Grazie ancora per la tua disponibilità, Doomboy! A presto!
Grazie a voi per l’opportunità, ricordo che in quanto artista in crisi che ha dilapidato tutti i guadagni della carriera in birre all’Eurospin, ogni aiuto è apprezzato. Se voleste donare un piccolo sostegno via PayPal, l’indirizzo a cui farlo è runtimeradio@gmail.com
Grazie ancora